Dopo anni trascorsi a sviluppare una professionalità tecnica in studi di architettura più o meno famosi (Aalto diceva che si diventa bravi intorno ai 70), decide di seguire l’istinto e concedersi il lusso dell’arte, applicandosi nel mosaico.
Coniuga allora la formazione di architetto con la passione per il design per esplorare questa espressione artistica tradizionale, contestualizzandola in oggetti di arredo di forte ed indubbia connotazione.
L’esperienza accumulata e la manualità acquisita hanno arricchito di una componente tecnico-artistica fondamentale gli orientamenti della sua professione, che sia un architetto, un artigiano o un artista: da architetto usa il cad tridimensionale per controllare gli aspetti progettuali di ogni opera, lo studio dei volumi, le interazioni con le composizioni cromatiche, la ricerca dei pattern e degli effetti di superficie; da artigiano si cimenta con la produzione diretta, individuando le problematiche funzionali e le necessità produttive; da artista segue un percorso di ricerca estetica che coniughi innovazione, particolarità ed eleganza.

