Inserito da il 3 set, 2011 in Blog, In Evidenza | 0 commenti

Ecco come recita il titolo dell’articolo dedicato oggi dal Corriere della Sera al progetto architettonico che si è aggiudicato la realizzazione del villaggio olimpico di Rio 2016:

Rio 2016-ecovillaggio olimpico: i punti di domanda di un progetto ambizioso.
Energie pulite e rispetto della biodiversità tra alberi rari e mosaici. Restano dubbi sui finanziamenti e la fattibilità.

Ma a leggerlo con attenzione, i veri dubbi riguardano la “sostenibilità” di questo articolo (firmato Marta Serafini). Ma andiamo con ordine.

Il pezzo comincia descrivendo gli obiettivi richiesti nella gara di appalto e l’impresa vincitrice (il colosso britannico Aecom), per poi passare alle caratteristiche del progetto: ecologico, rispettoso delle biodiversità e dell’ambiente, tecnologicamente avanzato, sostenibile, riqualificante. «L’obiettivo è ambizioso, dunque», si legge.

Bene, adesso ci si aspetta l’analisi (critica) delle criticità del progetto, come promesso nel titolo. Invece ci si imbatte in una sconcertante superficialità, difficile da comprendere vista l’importanza dell’argomento e della testata giornalistica che lo tratta:

in rete circolano dubbi sulla fattibilità: «Basterà questo per ripulire l’immagine di Rio, tristemente nota per le sue favelas e per le sue guerre di droga?»

Il link inserito nell’articolo rimanda ad un articolo del blog TreeHugger (per niente critico sul progetto, anzi si capisce che l’articolo del Corsera altro non è che la rielaborazione di questo pezzo) e la frase citata è stata presa da uno dei commenti dei lettori, tale Marcus Morin. Peccato che l’intera discussione sia composta da soli 4 interventi, di cui uno entusiasta del progetto, l’altro scritto in giapponese e l’altro ancora che suggerisce di usare piscine chlorine-free. Questo singolo commento diventa, per la giornalista, l’universo dei dubbi che circola sull’intero web. Che poi, come commento, cosa c’entra con la fattibilità finanziaria del villaggio olimpico?

Ma non finisce qui:

L’Economist in gennaio aveva fatto notare come il sistema dei trasporti di terra sia già messo abbastanza a dura prova e che quello d’aria sia al collasso. Problemi anche durante la stagione delle piogge con le strade che straripano d’acqua.

Peccato che il link alla fonte dell’Economist punti nuovamente all’articolo di TreeHugger. Ma soprattutto e ancora: cosa c’entra il problema dei trasporti o delle pioggie con l’eco-villaggio?

E infine, l’illuminante chiusura:

Insomma, sia quel che sia, in attesa dell’apertura dei cantieri, sono già in molti a storcere il naso, nonostante l’attenzione all’ambiente.

Caro Corriere della Sera, in attesa di articoli più seri e circostanziati, a storcere il naso sono i tuoi lettori.

Maurizio Lotito

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